Qual è il ruolo degli educatori nell’asilo nido? Il carico di responsabilità di chi si occupa del primo periodo di vita di un bambino in un ambiente come l’asilo nido è ben più alto e delicato di quanto si possa pensare. L’educatore, facendo leva sulla propria approfondita professionalità, saprà ricercare l’unicità e la ricchezza di ogni bambino e bambina. Attraverso le cure che riceve e il rispetto per la sua persona, il bambino cresce in un clima di libertà. Si apre al mondo e alle sue prime relazioni sociali con gli altri. Conseguenza logica di questo è che maggiore è la cura, maggiore la possibilità che il piccolo sviluppi la capacità di instaurare le sue prime relazioni sociali.

Il ruolo degli educatori nell’asilo nido

E’ importante non sottovalutare il significato della parola “cura”. Prendersi cura di un bambino in un contesto come quello del nido significa accoglierlo con calore e riguardo. L’educatore deve instaurare un contatto fisico fatto di gesti d’amore e di cura. Questi aiuteranno il piccolo a sviluppare la sua integrità e il suo senso dell’intelligenza. Mostrando il massimo rispetto per la sua giusta e iniziale diffidenza, spontanea e naturale quando non si conosce la persona che si ha di fronte, differente dalla figura materna. Nel momento della prima accoglienza del bambino e della sua mamma al nido, le educatrici preparano le basi per una nuova conoscenza costruita sulla fiducia e sulla comunicazione. In questo contesto e per tutta la permanenza del piccolo nel nido, resta determinante il rapporto con la famiglia.

Leggi anche:  Che cosa è l osteoporosi, nemico che indebolisce le ossa

Una nuova relazione affettiva

La cura non è solo soddisfare i bisogni primari del bambino. Ma è anche un modo per conoscersi e instaurare una nuova relazione affettiva. L’amore con cui ci si occupa del piccolo fa sì che l’educatore sia tanto sensibile da scoprire fin dall’inizio le qualità speciali del bambino, ritrovandole e alimentandole ogni giorno, rispettando il suo naturale percorso di crescita, avviandosi a una più profonda conoscenza dei sentimenti. Solo con un approccio delicato ci si può avvicinare ad un animo puro come quello del bambino. Accettare il bambino secondo la sua natura in una visione completa in termini olistici corpo-mente-spirito, è la vera “cura”. Ossia la chiave per rispettare il bambino assicurandogli la possibilità di sviluppare al meglio le proprie capacità e potenzialità. Privilegiando non solo l’aspetto cognitivo ma considerando anche la sensibilità e le sue emozioni.