Domani si vota a Colle di Val d’Elsa. Ballottaggio per conquistare la poltrona di primo cittadino tra Alessandro Donati (centrosinistra) e Angela Bargi (centrodestra).

Il primo turno ha confermato ciò che tutti si aspettavano dalla tornata elettorale di Colle. Alessandro Donati, candidato della coalizione formata da «Colle in Comune», Partito democratico e Sinistra per Colle, ha ottenuto il 38,78 %. Costretta ad inseguire, invece, Angela Bargi, sostenuta da «SìAmo Colle» e dalla Lega, che si è fermata al 22,97 %. L’ex capogruppo di «Su per Colle» è quindi chiamata ad un’impresa difficile (dovrà recuperare a Donati quasi 2.000 voti), ma non impossibile. Fondamentale, per entrambi, sarà cercare di convincere coloro che, al primo turno, hanno sostenuto gli altri tre candidati.

Nessun apparentamento

A rendere ancora più incerta la situazione contribuisce certamente anche il fatto che tutti e tre gli schieramenti usciti sconfitti dal primo turno («Io Cambio – Insieme si Può», Movimento 5 Stelle e «Su per Colle» e «Colle Civica») hanno deciso di non considerare l’ipotesi di un apparentamento con uno dei due schieramenti, evitando di dare una indicazione di voto ai propri elettori.

Di certo è che il clima è teso, come dimostrano l’impossibilità di organizzare un dibattito trai due candidati al ballottaggio.

Il caso firme

A far scoppiare il caso è stato un post pubblicato sui social network da un candidato della lista «Io Cambio», il quale, rispondendo a una critica di un esponente del Movimento 5 Stelle che accusava la sua lista di eccessiva connivenza, se non di vera e propria sudditanza, con il Partito democratico, ha spiegato le modalità con le quali è avvenuta la raccolta delle firme per la presentazione della lista. In sostanza, il consigliere ha raccontato che la persona che avrebbe dovuto provvedere all’autenticazione si sarebbe ritirata a un solo giorno dalla scadenza dei termini, rischiando di impedire a «Io Cambio» di prendere parte alla tornata elettorale. La lista di Francesco Di Gennaro avrebbe contattato tutte le cariche comunali autorizzate a provvedere all’autenticazione, ottenendo solo rifiuti, fino all’interessamento di Alessandro Donati che, senza chiedere nulla in cambio, avrebbe convinto un consigliere del Partito democratico a procedere all’autenticazione. L’idea del candidato al Consiglio era quella di ribadire l’indipendenza della sua lista, ma il risultato è stato sollevare un vespaio: la raccolta delle firme, infatti, deve per legge avvenire alla presenza del certificatore, mentre, nel caso specifico, le avrebbe viste soltanto l’ultimo giorno. Il commento è stato rimosso quasi subito, ma inutilmente: rilanciato su diverse pagine locali, ha causato molte proteste: «Il M5S di Colle ha da sempre perseguito la verità e la trasparenza. Questo perché tutti i cittadini hanno il diritto di conoscere la realtà delle cose – si legge sul blog del gruppo pentastellato – E’ successa una cosa molto grave: un esponente della lista Io Cambio ha dichiarato sui social che il giorno prima della consegna di quella lista in Comune, prevista il 26 aprile, hanno contattato consiglieri, assessori e lo stesso Sindaco per autenticare le firme della lista e tutti si sono rifiutati, a ragione, visto che non si può fare. Dopo questa affermazione egli ha anche scritto che sarebbe intervenuto in prima persona il candidato sindaco Donati inviando un consigliere del gruppo Pd, che ha così autenticato le firme. Il fatto descritto, se vero, risulta molto grave, in quanto si evince che tutte le firme in questione sono state raccolte senza la presenza del certificatore e che esse sono state tutte autenticate “al buio” dal consigliere Pd. Il M5S non può lasciar cadere nel vuoto tale grave dichiarazione e, per far luce sulla vicenda, per rispetto dei cittadini, segnalerà subito il fatto nelle sedi opportune».