Pochi giorni e scatterà 145esima edizione del Palio di Casole d’Elsa, la tradizionale corsa tutta in salita che si svolge alle pendici del Poggio di San Niccolò ogni seconda domenica di luglio, in onore di Sant’Isidoro, protettore degli agricoltori. Che quest’anno cade domenica 14 luglio.

Il programma di iniziative comincerà giovedì 11 luglio con l’inaugurazione della Pista del Palio, interessata da tempo da lavori di messa in sicurezza. Alle 21 ci sarà l’estrazione delle batterie e la presentazione del Drappellone dipinto da Sara e Nello Guerrini in piazza Luchetti. L’opera è diversa rispetto a quella dell’anno scorso, che non è stata conquistata da nessuno, visto che, a causa della morte di un cavallo durante le prove, l’Amministrazione decise di annullare l’evento.

Venerdì le batterie

Venerdì 12 luglio, alle 17, si disputeranno le batterie di qualificazione che determineranno i cavalli da assegnare alle sei contrade partecipanti. Alle 21.30, un’altra novità di questa edizione, l’estrazione e l’abbinamento dei cavalli alle sei contrade. Per scoprire l’ordine di partenza al canapo, infatti, ci sarà da aspettare poco dopo la prova dell’indomani, alle 17.30, alla pista.

Alle 20 tutti i contradaioli festeggiano nelle rispettive sedi per la cena della vigilia. Domenica 14 luglio, infine, il giorno della gara, il momento più atteso, comincerà con la messa in onore del patrono, preceduta dal corteo delle autorità e dalle contrade in costume. Alle 16 nel centro storico si esibiranno gli sbandieratori e i tamburini con l’assegnazione del Vessillo alla contrada più meritevole. Alle 18 ci sarà la benedizione dei cavalli in Piazza della Libertà, poi ogni contrada accompagnerà il proprio destriero alla pista dove, alle 19, incomincerà la gara.

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Il Palio di Casole è un tipico esempio di “palio alla romana” o “palio lungo”, ovvero non circolare, che ha un punto di arrivo diverso da quello di partenza. Le contrade in gara corrispondono a sei località diverse: Rivellino, Pievalle, Casole Campagna, Il Merlo, Cavallano e Monteguidi.

Ogni contrada ha i colori e uno stemma che la identifica. E’ come se fosse un’associazione, che nel territorio svolge durante tutto l’anno attività di vario genere. Un tempo il Palio veniva corso da “fattorie”, cioè dalle aziende agricole che fornivano cavalli e fantini. Si spiega così perché il Santo a cui è storicamente dedicato il Palio, sia San Isidoro, protettore degli agricoltori.

Alla contrada vincitrice della corsa verrà assegnato il Drappellone. La serata si concluderà alle 22 con i tradizionali fuochi d’artificio.