E’ passata una settimana dalle scosse di terremoto che hanno spaventato i colligiani. Una lunga serie di eventi sismici ha colpito la zona lo scorso venerdì, con epicentro proprio a Colle di Val d’Elsa. Pur non causando danni, le scosse sono state avvertite distintamente dalla popolazione, tanto da spingere molti colligiani a passare la notte fuori casa, nel timore che potessero essere soltanto il preludio ad una scossa di maggiore potenza, che per fortuna non è arrivata.

Notte da incubo

La notte da incubo, per i colligiani, è ufficialmente iniziata quaranta minuti dopo la mezzanotte: alle 00.40, infatti, moltissimi abitanti hanno sentito il terreno tremare sotto i loro piedi. La scossa, di magnitudo 2,6, con epicentro a 6,4 km di profondità proprio nel territorio di Colle, non ha causato danni a cose o persone, ma ha spinto molta gente ad uscire dalle proprie case per la paura. Poco più di venti minuti dopo, alle 1.03, è arrivata la scossa più forte, udita distintamente anche a Siena e nel Chianti senese e fiorentino, di 3.2 di magnitudo, con epicentro nella zona di Borgatello ad 8.4 km di profondità. Pur essendo comunque un terremoto di lieve entità, la scossa è stata sufficiente a far tremare gli edifici. Anche in questo caso non ci sono stati danni, ma il timore che potesse trattarsi delle avvisaglie di qualcosa di peggiore ha aumentato il terrore nei colligiani, molti dei quali hanno preferito passare la notte fuori di casa. Alla fine sono state contate ben 21 scosse dalle ore 23.28 del 28 giugno 2019 alle ore 4.13 del 29 giugno 2019, ma l’unica altra udibile è arrivata alle 3.41 (magnitudo 2, epicentro a 7.9 km di profondità nella zona di Fabbricciano).

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L’incontro

Proprio in conseguenza dell’accaduto è stata organizzata, per lunedì 9 luglio, presso il Teatro del Popolo, una conferenza pubblica, alla quale interverranno il professor Enrico Tavarnelli e il professor Dario Albarello dell’Università di Siena, che spiegheranno le cause geologiche dello sciame sismico che ha colpito la Valdelsa e come «convivere» con il terremoto.