Consorzio Vino Chianti: il sindaco di Gaiole in Chianti Michele Pescini interviene sull’argomento dicendo che “I sindaci affermano un principio corretto”.

Consorzio vino Chianti, interviene Pescini

Il Chianti è un’area ben precisa della Toscana, ha radici storiche e sociali e in quelle radici trova da secoli forza e caratteristiche. Il fenomeno di progressiva commercializzazione e trasformazione del termine “Chianti” in un marchio commerciale da sfruttare, mostra i suoi limiti e gli errori di fondo da cui è prodotto. I colleghi sindaci di Greve in Chianti, San Casciano, Barberino Tavarnelle, Castelnuovo Berardenga, Castellina in Chianti e Radda in Chianti, hanno correttamente alzato la voce di fronte all’ennesimo tentativo di estendere e “diluire” un territorio per meri interessi economici privati”.

“Il Chianti non è un luogo da utilizzare”

Il Chianti non è un luogo da utilizzare ognuno per i propri fini, ma è fatto di comunità con cui bisogna fare i conti. Noi ci siamo e ci sono i terreni, i fabbricati, le strade, i paesaggi, in un’area ben definita. Renderla indefinita non è possibile, anzi, sempre più, anche il “mercato” richiede una tipicità sempre più garantita e limitata. Gaiole in Chianti difende da tempo questa distinzione netta e rivendica il recupero di un’identità territoriale per una definizione del Chianti”.

“Il Chianti è un valore”

La nostra forza non è, infatti, nella propagazione all’infinito di un termine, ma nel renderlo di nuovo ciò che è. Il Chianti è un valore, una caratteristica speciale e unica, legata alla qualità della vita e quindi, ma solo di conseguenza, dei vini e degli oli, e degli altri derivati delle capacità dell’uomo”.

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