A settembre mostra e libro su Pietro Biagioli ex bomber viola

Una grande mostra e la pubblicazione della biografia: Bisenziosette ha deciso di ricordare in questo modo la figura di Pietro Biagioli a due anni dalla sua scomparsa. L’indimenticato calciatore e allenatore campigiano sarà al centro di una grande iniziativa che avrà il proprio momento clou venerdì 13 settembre con l’inaugurazione della mostra intitolata “Pietro Biagioli, un bomber campigiano in maglia viola”e il lancio in edicola (in regalo con il nostro giornale) della biografia con lo stesso titolo. L’inaugurazione della mostra e la presentazione della pubblicazione si terranno presso la Sala conferenze di Hidron e vedranno la partecipazione di numerosissimi ex calciatori e dirigenti della Fiorentina, società in cui “Pietrino” Biagioli ha prima militato come giocatore e poi per oltre vent’anni come allenatore delle squadre giovanili. Partner fondamentale di Bisenziosette in tutta questa iniziativa è infatti il prestigioso Museo della Fiorentina che ha messo a disposizione lo straordinario materiale della mostra ed ha collaborato fattivamente alla realizzazione della biografia (la parte dedicata all’attività di allenatore di Pietrino è stata curata dal vice presidente del Museo della Fiorentina Massimo Cervelli).

Il patrocinio del comune di Campi Bisenzio

A mettere la classica ciliegina sulla torta di questa iniziativa è stato il comune di Campi Bisenzio che l’ha patrocinata inserendola nel programma ufficiale della “Meglio Genìa” e soprattutto ha lanciato l’idea di intitolare a Pietro Biagioli un impianto sportivo comunale (ne parliamo nell’articolo a parte). Non solo, anche la Lanciotto calcio, società nella quale “Pietrino” è cresciuto calcisticamente ed ha poi concluso la sua carriera ha aderito all’iniziativa e figurerà tra i suoi promotori facendo partecipare alla serata del 13 settembre i suoi atleti. Del resto è la prima volta che Campi Bisenzio rende il proprio tributo ad un uomo e ad un campione che ha sempre fatto della modestia e del “volare basso” il proprio stile: e dire che proprio a “Pietrino” spettano tanti primati, essendo stato il primo campigiano a giocare in serie A vestendo la maglia della Fiorentina ma anche il primo campigiano ad indossare la maglia azzurra della Nazionale B prendendo parte addirittura ai giochi olimpici di Helsinki del 1952. Nella biografia che regaleremo a tutti i nostri lettori il 13 settembre verranno ripercorse tutte le tappe di una carriera agonistica di primissimo piano, anche se limitata da alcuni gravi infortuni.

Gli esordi nella Lanciotto

Dopo aver iniziato nella Lanciotto poco più che bambino, Pietro Biagioli si segnalò subito come attaccante di ottima tecnica e dotato di un colpo di testa micidiale: il passo verso la Fiorentina quindi fu quasi naturale e quindi eccolo esordire non ancora ventenne nella massima serie per essere poi mandato a “farsi le ossa” in serie B, prima nel Pisa e poi nel Piombino. Fu proprio nella patria di Aldo Agroppi e Lido Vieri che “Pietrino” indovinò un’annata strabiliante laureandosi capocannoniere del torneo cadetto e guadagnandosi la convocazione nella Nazionale B che doveva disputare le Olimpiadi, giocando così al fianco di autentici “mostri sacri” come Giampiero Boniperti e Egisto Pandolfini. Dopo l’avventura azzurra la Fiorentina lo riprese ma un infortunio lo condizionò portando i viola a cederlo al Torino. Con i granata ancora alle prese con il dopo Superga “Pietrino” giocò un buon torneo ma venne poi ceduto al Marzotto in serie B, dove comunque fece due ottime annate e fu richiamato in serie A dal Padova allenato da Nereo Rocco. Ancora una volta però la sfortuna era dietro l’angolo e un grave infortunio gli fece fallire quell’ultimo appuntamento con la massima serie. Dal torneo successivo “Pietrino” tornò in serie B dove si laureò ancora capocannoniere con il Marzotto per passare poi al Taranto dove giocò 5 anni tra serie B e serie C, prima di tornare a Campi a concludere la carriera nella sua Lanciotto. Appese le scarpe al chiodo “Pietrino” venne subito chiamato dalla Fiorentina dove il suo vecchio compagno Pandolfini stava organizzando il settore giovanile: comincia così la “seconda vita” di Biagioli, quella di maestro per generazioni di calciatori molti dei quali destinati a brillanti carriere in serie A. Hanno indossato la loro prima maglia viola sotto gli ordini di Biagioli giocatori come Fabrizio Berni ed Ennio Pellegrini, Domenico Caso e Claudio Desolati, Giovanni Galli e Alessio Tendi solo per fare qualche nome. A più riprese Biagioli è stato anche “allenatore in seconda” e dietro Picchio De Sisti l’anno famoso del “meglio secondi che ladri”c’era proprio lui, Pietro Biagioli da Campi Bisenzio. Ma lo spessore tecnico e sportivo di Pietro Biagioli sono poca cosa rispetto al suo spessore umano, davvero fuori dal comune, come ricorda chiunque l’abbia conosciuto. Prima che un grande sportivo Pietro Biagioli è stato un grande uomo, sempre legatissimo alla “sua” Campi Bisenzio e alla sua Lanciotto, quella dei pionieri conosciuti per soprannome come “Bagheo” e “Cimpillino”, “Feria”e “Marzocchini”. Adesso Campi Bisenzio gli darà un giusto tributo ricordandolo per quello che è stato e continua ad essere nell’insegnamento lasciato a tanti suoi amici e allievi.